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domenica 30 gennaio 2011
sabato 29 gennaio 2011
Integralismo da cani.
NEW YORK - Diamond è morta per aver mangiato una Bibbia. Questa la crudele sorte che è toccata ad una femmina di pit bull uccisa da una donna statunitense. La 65enne Miriam Smith ha impiccato il cane del nipote ad un albero con un filo elettrico. Non soddisfatta, la donna, che ha definito l’animale un ‘cane-diavolo’, ha dato fuoco alla bestiola. La donna – che rischia dai 180 giorni ai cinque anni di carcere se condannata - ha detto alle autorità era preoccupata che Diamond potesse far male ai bambini del vicinato.
[Notizia presa dal sito di Nocensura.com]
Non credo che ci siano possibili commenti a certe cose. Io lo ripeto sempre: la religione è l'oppio dei popoli!
[Notizia presa dal sito di Nocensura.com]
Non credo che ci siano possibili commenti a certe cose. Io lo ripeto sempre: la religione è l'oppio dei popoli!
Eco in Sorrento.
Immaginate una libreria qualunque, in un paese di 16mila anime come Sorrento.
Adesso immaginate un letterato di fama internazionale come Umberto Eco, autore di capolavori come "Il nome della rosa".
Il risultato è quello che ho avuto modo di vedere oggi pomeriggio.
Chiariamo, non ho amato particolarmente "Il nome della rosa" ma Umberto Eco è Umberto Eco. Mica pizza e fichi.
La Libreria Tasso era per metà piena, piena dei suoi clienti abituali, ragazzi, adulti e vecchietti che divorano pagine su pagine, libri su libri. Tra questi anche io, ovviamente.
L'unica foto che avevo in mente mentre stavo lì ad aspettare, era quella di un Eco barbuto, molto barbuto.
Ed ecco che mi vedo arrivare questo armadio a quattro ante, un Orso Yoghi antropomorfo, nel suo soprabito nero, bastone da passeggio alla mano e viso più pulito e liscio di una chiappa di neonato.
"È lui", mi dico, fiondandomi nella libreria per non sembrare l'unico idiota fuori.
Ed ecco che entra. Sorrisi cordiali, strette di mano, foto, altri sorrisi.
Ma il piccolo Umberto non era mica lì per farsi una pizzetta, doveva pubblicizzare il suo libro lui.
"Il cimitero di Praga"
Un giallo con ambientazione storica.
Il tipo di libro che mi sparerei endovena, di quelli che finisco in quattro-cinque giorni, se mi piacciono particolarmente.
Cinquecentoventitrè pagine da gustare, da vivere.
Lo consiglio a tutti, questo libruccio. Io ne ho una copia, con tanto di autografo dell'Umberto.
Uno dei tanti piaceri che i libri sanno regalararti (:
Pace, amore, empatia
Serj
Adesso immaginate un letterato di fama internazionale come Umberto Eco, autore di capolavori come "Il nome della rosa".
Il risultato è quello che ho avuto modo di vedere oggi pomeriggio.
Chiariamo, non ho amato particolarmente "Il nome della rosa" ma Umberto Eco è Umberto Eco. Mica pizza e fichi.
La Libreria Tasso era per metà piena, piena dei suoi clienti abituali, ragazzi, adulti e vecchietti che divorano pagine su pagine, libri su libri. Tra questi anche io, ovviamente.
L'unica foto che avevo in mente mentre stavo lì ad aspettare, era quella di un Eco barbuto, molto barbuto.
Ed ecco che mi vedo arrivare questo armadio a quattro ante, un Orso Yoghi antropomorfo, nel suo soprabito nero, bastone da passeggio alla mano e viso più pulito e liscio di una chiappa di neonato.
"È lui", mi dico, fiondandomi nella libreria per non sembrare l'unico idiota fuori.
Ed ecco che entra. Sorrisi cordiali, strette di mano, foto, altri sorrisi.
Ma il piccolo Umberto non era mica lì per farsi una pizzetta, doveva pubblicizzare il suo libro lui.
"Il cimitero di Praga"
Un giallo con ambientazione storica.
Il tipo di libro che mi sparerei endovena, di quelli che finisco in quattro-cinque giorni, se mi piacciono particolarmente.
Cinquecentoventitrè pagine da gustare, da vivere.
Lo consiglio a tutti, questo libruccio. Io ne ho una copia, con tanto di autografo dell'Umberto.
Uno dei tanti piaceri che i libri sanno regalararti (:
Pace, amore, empatia
Serj
venerdì 28 gennaio 2011
Looking for something. (?)
Ho una maledetta voglia di scrivere, dopo una giornata noiosetta con un finale leggermente migliore, per motivi che so io.
Avrei anche di che parlare, sinceramente:
Ma a me il Burger King non piace molto, quindi sto sulla strada giusta per un coma psico-fisico.
Ergo, forse mi verrà da scrivere qualcosa domani. Forse.
Hey, buone queste crocchette di pollo! :D
Pace, amore e Chicken Nuggets per tutti.
Serj
Avrei anche di che parlare, sinceramente:
- Musica (in realtà di un cantante in particolare, ma si vedrà)
- Viaggi (dove andare a sbattere il culo prima di morire)
- Politica
- Merda (vedasi punto 3)
- Attualità (come sopra)
- Satira ( se mai riuscissi a fare una battuta divertente)
Ma a me il Burger King non piace molto, quindi sto sulla strada giusta per un coma psico-fisico.
Ergo, forse mi verrà da scrivere qualcosa domani. Forse.
Hey, buone queste crocchette di pollo! :D
Pace, amore e Chicken Nuggets per tutti.
Serj
giovedì 27 gennaio 2011
Sì, questo è un uomo.
Oggi, 27 Gennaio, ricorre la commemorazione delle vittime dello sterminio nazista, più brevemente "Giorno della Memoria".
Questa ricorrenza è stata istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano.
"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."
Nella maggior parte delle scuole del paese sono probabilmente stati fatti approfondimenti, letture, lezioni sull'argomento. Cosa più che giusta, per non dimenticare.
Ma mi viene da pensare a "come" si fa ricordare.
Mi sembra strano che la gente inorridisca parlandone.
Chiariamo, non metto in dubbio che sia una cosa orribile.
Ma perché pensare ai nazisti, alle SS, a Hitler come a delle persone malate di mente, come a dei pazzi sanguinari?
Il mio giudizio del genere umano mi fa pensare che, per quanto estremizzata, la cosa sia normale.
Mi spiego: ammettiamolo, siamo tutti un po' razzisti dentro di noi. È normale, è l'istinto di sopravvivenza che ci portiamo dentro, essendo animali. È la paura dello sconosciuto, inteso come diverso.
Credo che sia assolutamente normale.
Queste paure poi si possono trasformare in ideali. Lì iniziano i guai.
Siamo esseri umani, facilmente abbindolabili.
Come lo erano quei "tedeschi fuori di senno" che hanno eletto Adolph Hitler, così lo siamo noi oggi.
Siamo corruttibili.
Immaginiamo una popolazione in ginocchio, come quella tedesca dopo la Prima Guerra Mondiale. Sono stremati, poveri, c'è una crisi economica nazionale, il Paese è allo sfascio.
Allora ecco che sale al potere un giovane politico rampante. Cavalca il malcontento pubblico e l'insoddisfazione, promette ristrutturazione economica e benessere ad un popolo stremato.
Chi non avrebbe fatto come loro?
Ed ecco che nel 1933 diventa Cancelliere del Reich, instaurando una dittatura. Riporta in vita la nazione e promette di riportala ai fasti di un tempo.
Tutto questo gli permette di portare avanti i suoi ideali. Antisemiti. Hitler vede gli ebrei e le minoranze razziali come il cancro della sua Germania. Il cancro della razza ariana!
Ma il popolo è con lui, la gente si fida del partito, e Hitler ottiene l'appoggio.
Lo sterminio degli ebrei è accettato dalla gran parte delle popolazione. Per Hitler significa vittoria.
Il resto è storia.
Insomma, per fare ciò che hanno fatto i nazisti "malati di mente" servono astuzia, carisma, fiducia totale nei propri ideali, una buona oratoria e una nazione disposta a tutto pur di risollevarsi.
È umano.
Questo è un uomo.
Pace, amore, empatia
Serj
Questa ricorrenza è stata istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano.
"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."
Nella maggior parte delle scuole del paese sono probabilmente stati fatti approfondimenti, letture, lezioni sull'argomento. Cosa più che giusta, per non dimenticare.
Ma mi viene da pensare a "come" si fa ricordare.
Mi sembra strano che la gente inorridisca parlandone.
Chiariamo, non metto in dubbio che sia una cosa orribile.
Ma perché pensare ai nazisti, alle SS, a Hitler come a delle persone malate di mente, come a dei pazzi sanguinari?
Il mio giudizio del genere umano mi fa pensare che, per quanto estremizzata, la cosa sia normale.
Mi spiego: ammettiamolo, siamo tutti un po' razzisti dentro di noi. È normale, è l'istinto di sopravvivenza che ci portiamo dentro, essendo animali. È la paura dello sconosciuto, inteso come diverso.
Credo che sia assolutamente normale.
Queste paure poi si possono trasformare in ideali. Lì iniziano i guai.
Siamo esseri umani, facilmente abbindolabili.
Come lo erano quei "tedeschi fuori di senno" che hanno eletto Adolph Hitler, così lo siamo noi oggi.
Siamo corruttibili.
Immaginiamo una popolazione in ginocchio, come quella tedesca dopo la Prima Guerra Mondiale. Sono stremati, poveri, c'è una crisi economica nazionale, il Paese è allo sfascio.
Allora ecco che sale al potere un giovane politico rampante. Cavalca il malcontento pubblico e l'insoddisfazione, promette ristrutturazione economica e benessere ad un popolo stremato.
Chi non avrebbe fatto come loro?
Ed ecco che nel 1933 diventa Cancelliere del Reich, instaurando una dittatura. Riporta in vita la nazione e promette di riportala ai fasti di un tempo.
Tutto questo gli permette di portare avanti i suoi ideali. Antisemiti. Hitler vede gli ebrei e le minoranze razziali come il cancro della sua Germania. Il cancro della razza ariana!
Ma il popolo è con lui, la gente si fida del partito, e Hitler ottiene l'appoggio.
Lo sterminio degli ebrei è accettato dalla gran parte delle popolazione. Per Hitler significa vittoria.
Il resto è storia.
Insomma, per fare ciò che hanno fatto i nazisti "malati di mente" servono astuzia, carisma, fiducia totale nei propri ideali, una buona oratoria e una nazione disposta a tutto pur di risollevarsi.
È umano.
Questo è un uomo.
Pace, amore, empatia
Serj
martedì 25 gennaio 2011
Il Signor G ....
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Credo che queste siano le parole che posso usare per far capire chi fosse Giorgio Gaberscik, in arte Giorgio Gaber, per gli amici il signor G.
Giorgio Gaber nasceva il 25 gennaio del 1939, in quel di Milano.
Cantante, attore, commediografo di quelli che oggi non trovi spesso. Libero, libero come un uomo.
E proprio oggi, nella situazione che sta vivendo la politica, la libertà italiana, sento più vicine le sue parole e il suo pensiero. Anche io non mi sento italiano come lui, ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Perché un ingenuo? Perché anche lui tutto sommato aveva nutrito la sua bella utopia: l'idea di cambiare il mondo con le parole. [Paolo di Stefano]
Ciao G, sei ancora vivo.
Pace, amore, empatia
Serj
lunedì 17 gennaio 2011
Drame masqué....
Puis-je avoir une danse, magnifique masque?
Non prendiamoci in giro, viviamo in un mondo di maschere.
Un mondo di mascherati, di volti coperti da cipria, trucco e disegni.
Un Carnevale di Venezia.
Un continuo ballo mascherato tra irriconoscibili marionette, tra piroette, trucchi, giravolte e inganni.
Là dove ci dovrebbe essere un volto vivo e unico, vi è una rappresentazione statica e ignobile dei nostri non-pensieri, delle nostre paure nascoste alla società, in un silenzioso grido, leggibile in occhi vacui e spenti.
Vani vessilli di vanità, maschere bianche e pallide come le personalità dei danzanti, persi in un demoniaco valzer dall'agghiacciante candore.
E in un angolo, lontano dal ridicolo, in un silenzio fatto di sguardi vivi senza un filo di ombretto, burattini appessi e malconci, che versano lacrime senza sbavar trucco....
Vuol concedermi l'onore di un ballo, affascinante mascherina?
No, te lo puoi scordare.
Sto semplicemente sottolineando il paradosso costituito dal chiedere a un uomo mascherato chi egli sia. [V per Vendetta]
Pace, amore, empatia
Serj
Non prendiamoci in giro, viviamo in un mondo di maschere.
Un mondo di mascherati, di volti coperti da cipria, trucco e disegni.
Un Carnevale di Venezia.
Un continuo ballo mascherato tra irriconoscibili marionette, tra piroette, trucchi, giravolte e inganni.
Là dove ci dovrebbe essere un volto vivo e unico, vi è una rappresentazione statica e ignobile dei nostri non-pensieri, delle nostre paure nascoste alla società, in un silenzioso grido, leggibile in occhi vacui e spenti.
Vani vessilli di vanità, maschere bianche e pallide come le personalità dei danzanti, persi in un demoniaco valzer dall'agghiacciante candore.
E in un angolo, lontano dal ridicolo, in un silenzio fatto di sguardi vivi senza un filo di ombretto, burattini appessi e malconci, che versano lacrime senza sbavar trucco....
Vuol concedermi l'onore di un ballo, affascinante mascherina?
No, te lo puoi scordare.
Sto semplicemente sottolineando il paradosso costituito dal chiedere a un uomo mascherato chi egli sia. [V per Vendetta]
Pace, amore, empatia
Serj
domenica 16 gennaio 2011
Dolce & Gabaarìa.
Le ultime sfilate di Dolce & Gabbana si basano sul film Baarìa, capolavoro (a mio parere) sulla Sicilia del Novecento, perfettamente ideato da Giuseppe Tornatore.
E Dolce & Gabbana ci fa una sfilata sopra, con tanto di musica e scene del film.
Non su film come "Terminator" o "Casinò Royale".
No, su Baarìa.
La cosa mi fa vomitare. D'accordo può essere perché hanno fatto una collezione di abiti ispirati a quelli del film.
Ma la cosa mi disgusta, e non poco.
È come se Berlusconi indossasse i vestiti di Stalin.
Apparte tutto questo, vi consiglio di vedervelo Baarìa. È fantastico. ;)
E Dolce & Gabbana ci fa una sfilata sopra, con tanto di musica e scene del film.
Non su film come "Terminator" o "Casinò Royale".
No, su Baarìa.
La cosa mi fa vomitare. D'accordo può essere perché hanno fatto una collezione di abiti ispirati a quelli del film.
Ma la cosa mi disgusta, e non poco.
È come se Berlusconi indossasse i vestiti di Stalin.
Apparte tutto questo, vi consiglio di vedervelo Baarìa. È fantastico. ;)
sabato 15 gennaio 2011
Happy B-Day Wiki! :D
Oggi 15 gennaio duezerounouno Wikipedia compie 10 anni!
Credo che gli auguri siano dovuti a questa nostra amica, che ci ha salvato in ricerche, approfondimenti, biografie e parole crociate.
Dieci anni fa nasceva un nuovo modo di diffondere il sapere: dalle enciclopedie cartacee gigantesche, redatte da qualche gruppo di sapientoni, siamo passati ad un sito dove ognuno può contribuire al sapere universale.
Tanti auguri, Wikipedia. :)
Pace, amore, empatia
Serj
Credo che gli auguri siano dovuti a questa nostra amica, che ci ha salvato in ricerche, approfondimenti, biografie e parole crociate.
Dieci anni fa nasceva un nuovo modo di diffondere il sapere: dalle enciclopedie cartacee gigantesche, redatte da qualche gruppo di sapientoni, siamo passati ad un sito dove ognuno può contribuire al sapere universale.
Tanti auguri, Wikipedia. :)
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